Presso l'I.P.S.S.A.R. di Soverato, in
particolare nelle classi 1A-1G-1H, si farà lezione di Matematica ed Italiano
utilizzando la
LIM: Lavagna Interattiva Multimediale
Di lavagne se ne sono viste di tutti i
colori: nere, verdi, bianche, e sono sempre state, insieme al libro di
testo, il punto di riferimento nella classe, degli allievi e degli
insegnanti. Il luogo dell’azione centrale, in cui si svolge la comunicazione
didattica insegnante-allievi, è costituito, come una specie di “triangolo
delle Bermuda”, dalla cattedra, dall’insegnante e dalla lavagna. Poi la
lavagna, un po’ spiazzata dall’arrivo del computer, è stata relegata in un
angolo, perché l’attenzione dei ragazzi si era spostata dalla sua superficie
di ardesia a quella fluorescente ed ingannatrice del monitor. Nei laboratori
di informatica o in quelli multimediali, senza molta fantasia si succedono
così schiere di monitor grigio-azzurrini posti per file come i banchi, o ad
“u” lungo le pareti, nelle soluzioni più avanzate, dimenticando che l’aula
nel frattempo è divenuta laboratorio e che quindi sarebbe più razionale
suddividere l’ambiente in aree specializzate di lavoro.
Ora, però, la tecnologia ci porta un’ultima
versione di lavagna: la Lavagna Interattiva Multimediale , la LIM.
È ancora bianca, tanto che in inglese si chiama Interactive Whiteboard,
ma per dare il meglio di sé utilizza il computer ed acquista sempre più
interesse nel mondo della scuola. Il Direttore Generale per i sistemi
informativi del MIUR, Alessandro Musumeci, pone l’accento sull’importanza
di questa risorsa nella didattica. Nelle nostre scuole ci sono circa 500 LIM
contro le 45.000 degli U.S.A. e le 200.000 in tutto il mondo. Già in Spagna,
Inghilterra, Germania e Francia l’introduzione di questo strumento didattico
è iniziata da qualche anno con l’allestimento di “aule lavagna interattiva”
o, addirittura, mettendo una LIM in ogni aula.
Ma che cos’è questa
lavagna interattiva multimediale?
È un pannello bianco, grande appunto come
una lavagna, connesso ad un video proiettore ed ad un computer. Sul monitor
del pc appare quello che si scrive o si disegna sulla lavagna con un
opportuno stilo o, in certi modelli touch sensitive, con le dita. Attraverso
il piano della lavagna si può anche inviare comandi al computer invece di
usare il mouse o la tastiera. Così , con questa soluzione, l’insegnante, o
l’allievo che è “alla lavagna”, può controllare il computer e nello stesso
tempo scrivere o disegnare sulla LIM senza spostarsi, rimanendo nel luogo
dell’azione centrale. La lavagna ha riconquistato il suo ruolo centrale
d’attenzione, è ritornata ad essere la prima donna. Ma c’è dell’altro,
quello che si scrive sulla lavagna può essere salvato sul computer, stampato
su fogli di carta, messo sul sito della scuola o inviato per posta a
colleghi o a studenti malati. È una lavagna che si può cancellare, con un
cancellino elettronico naturalmente, ma che ha memorizzato tutto ciò che è
stato fatto. Non solo, visto che è concepita come una lavagna a fogli
mobili, diviene un gigantesco quaderno di appunti che conserva il
tracciamento della lezione svolta, la sua sequenza pedagogica, con tutti gli
interventi, le integrazioni, le osservazioni fatte dagli insegnanti e dagli
allievi. È lo spazio centrale di comunicazione, ma anche il luogo di
costruzione dei significati.
Esistono diversi modelli di LIM, anche con
principi di funzionamento differenti, ma le prestazioni generali e le
applicazioni alla fine sono molto simili.
Lo stesso modello può essere utilizzato come
una lavagna tradizionale bianca con pennarelli a secco (Passive Whiteboard).
Usando lo stilo elettronico o un dito (Active Whiteboard) la lavagna
“registra”, tramite il computer, quanto si è scritto e si è disegnato. Ma
la modalità più intrigante e potente, dal punto di vista della
presentazione dei contenuti e della loro rielaborazione, è quella
interattiva (Interactive Whiteboard), vale a dire quella che permette di
utilizzare, oltre agli strumenti specifici della lavagna, altri programmi
tipo Office e la navigazione in Internet. In questa modalità il piano della
lavagna può essere inteso come un grande schermo di proiezione, e quanto si
visualizza non è solo da osservare, da leggere o da navigare se è una pagina
web, ma diventa anche manipolabile perché l’utilizzo come strumento
multimediale rende possibile evidenziare i testi, aggiungere annotazioni,
immagini, suoni, filmati, e ritagliare, mediante “i cattura schermo”, parti
dello schermo da analizzare e da riutilizzare. Le penne possono scrivere in
infiniti colori, e lo spessore e la forma del tratto possono essere regolati
secondo le esigenze, è, inoltre, possibile importare figure da librerie di
immagini, o disegnarle al momento. Tutti questi elementi grafici sono
spostabili, ruotabili e ridimensionabili a piacere sul piano della lavagna
mediante lo stilo od il dito. Datemi un dito e vi
disegnerò un mondo!
Nel corso delle lezioni in cui si sono
utilizzate le LIM, si è potuto constatare che gli allievi, stimolati dalle
potenzialità e dalla flessibilità dello strumento, hanno appreso rapidamente
il suo uso ed hanno dimostrato una partecipazione attiva al loro
apprendimento ed interesse per gli argomenti di studio. Collaborando, poi,
con entusiasmo tra loro, si sono aiutati senza temere di sbagliare,
rendendosi conto di poter imparare in modo euristico attraverso la prova e
l’errore. Sono stati inoltre spinti a problematizzare ponendosi la domanda:
“che cosa accade se…?”.
L’insegnante deve essere presente durante
tutto il processo d’insegnamento apprendimento, ma non nella posizione
centrale del docente che, davanti alla lavagna, trasmette contenuti alla
classe che sta dall’altra parte. La zona centrale di azione diventa luogo
comune tra allievi e docente che diventano i soggetti, gli attori
dell’apprendimento Si può riempire la lavagna di disegni e scritte per
gioco, se si vuol stimolare la creatività e la fantasia, ma è soprattutto
uno strumento di apprendimento, una risorsa didattica. L’azione
dell’insegnamento deve essere di conseguenza strutturata, seguire una
metodologia precisa nel proporre i contenuti da apprendere e gli obiettivi
da raggiungere, ma l’apprendimento, per essere significativo e non solo
meccanico, deve avvenire, nell’ambito del luogo di azione, attraverso una
negoziazione dialogica dei contenuti. Il concetto deve essere condiviso tra
insegnante ed allievi in modo da diventare un patrimonio di conoscenza
comune. Non è solo la conoscenza dell’insegnante trasmessa all’allievo, ma è
l’integrazione della conoscenza delle fonti di riferimento: insegnante,
libro di testo, risorse mediatiche, internet e le esperienze e le conoscenze
dell’allievo, che deve avvenire come attraverso un processo di scoperta e
reinvenzione dei significati.
L’utilizzo della LIM, grazie al tracciamento
delle sequenze didattiche, facilita l’azione educativa, infatti, evidenzia
chiaramente le tappe del processo di insegnamento apprendimento che
comporta, secondo la strategia del problem solving, le fasi cicliche di
programmazione (planning), di attività (acting), di osservazione (monitoring)
e di riflessione (analysing).
Quando l’insegnante espone un argomento alla
classe, indipendentemente dalla materia, non parte da un prodotto finito,
come un testo o una figura su di un libro, ma costruisce l’oggetto
dell’apprendimento per fasi, commentando le sue azioni e giustificando le
sue affermazioni. Questo processo, o almeno parte di esso, il più delle
volte sfugge all’allievo, dato che la sua attenzione, inizialmente, non si
fissa sullo sviluppo del ragionamento, ma sui risultati finali. Tramite
questi può trovare un riscontro, un aggancio con i concetti già presenti
nella sua conoscenza, cioè gli anticipatori cognitivi che già possiede, che
costituiscono dei punti fissi e che gli permettono di riconoscere il
concetto esposto, le sue caratteristiche, i suoi attributi e di inquadrarlo
così in un modello mentale che dà significato a ciò che sta apprendendo. Se
osserva la figura o il testo del libro considera il risultato finale che
dovrà poi smontare nelle sue parti per ricostruire nella sua mente il
ragionamento ed i significati sottesi. Se invece ha la possibilità di
rivedere il film del processo espositivo, proposto dall’insegnante, può,
secondo i suoi tempi, e le sue conoscenze, non solo ricostruire il
ragionamento, ma riviverlo e farlo proprio. Questa possibilità è offerta
dalla LIM che può registrare una sequenza di azioni e poi riproporla in un
formato video facilmente registrabile ed eseguibile.
La LIM può essere utilizzata per integrare
le lezioni e la trattazione degli argomenti, oltre al normale materiale del
docente, anche in abbinamento con diversi tipi di software didattico. Per
esempio, per Matematica, i software più utilizzati alle superiori permettono
di risolvere calcoli numerici e simbolici, esercizi di analisi matematica e
fornire rappresentazioni grafiche delle funzioni in 2D e 3D, oppure
programmi di geometria descrittiva per visualizzare e verificare teoremi
geometrici e per scoprire le proprietà delle figure. Inoltre, per argomenti
di Biologia, che richiedono molte immagini per la spiegazione di fenomeni
complessi e la descrizione di trasformazioni, come i meccanismi di divisione
cellulare della Meiosi e della Mitosi o processi come la Sintesi proteica o
la Fotosintesi clorofilliana, si possono utilizzare, oltre le tecniche di
manipolazione dei testi già citate e l’utilizzo di java applet animate, la
registrazione dell’intero processo, che permette di cogliere la
sequenzialità dell’evoluzione del fenomeno attraverso le varie fasi
studiate.
Tutto questo grazie alla versatilità e
potenzialità dello strumento, che si auspica venga installato in tutte le
aule.
docente all’ Ip “Ferraris-Pacinotti” di Milano
