
Lentamente muore
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.
(P. Neruda)

Amo in te
Amo in te
l'avventura della nave che va verso il polo
amo in te
l'audacia dei giocatori delle grandi scoperte
amo in te le cose lontane
amo in te l'impossibile
entro nei tuoi occhi come in un bosco
pieno di sole
e sudato affamato infuriato
ho la passione del cacciatore
per mordere nella tua carne.
amo in te l'impossibile
ma non la disperazione
Nazim Hikmet

Sei la mia schiavitù sei la
mia libertà
Sei la mia schiavitù sei
la mia libertà
sei la mia carne che brucia
come la nuda carne delle notti d' estate
sei la mia patria
tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi
tu, alta e vittoriosa
sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
nel momento stesso
in cui ti afferro.
Nazim Hikmet

Durante tutto il viaggio la
nostalgia non si è separata da me
Durante tutto il viaggio la nostalgia non si è
separata da me
non dico che fosse come la mia ombra
mi stava accanto anche nel buio
non dico che fosse come le mie mani e i miei piedi
quando si dorme si perdono le mani e i piedi
io non perdevo la nostalgia nemmeno durante il sonno
durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me
non dico che fosse fame o sete o desiderio
del fresco nell'afa o del caldo nel gelo
era qualcosa che non può giungere a sazietà
non era gioia o tristezza non era legata
alle città alle nuvole alle canzoni ai ricordi
era in me e fuori di me
durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me
e del viaggio non mi resta nulla se non quella nostalgia.
Nazim Hikmet

E CRESCENDO IMPARI...
E crescendo impari che la felicità non e' quella delle grandi cose.
Non e' quella che si insegue a venti anni quando, come gladiatori, si combatte
il mondo per uscirne vittoriosi...
La felicità non e' quella che affannosamente si insegue credendo che l'amore
sia tutto o niente,...
non e' quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che
esplodono fuori con tuoni spettacolari...,
la felicità non e' quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere
mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicità e' fatta di cose piccole ma preziose....
...e impari che il profumo del caffè al mattino e' un piccolo rituale di
felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai
colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei
pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per
sentire una felicità lieve.
E impari che la felicità e' fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole
esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono
commuovere e il sole far brillare gli occhi,
e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della
primavera ti sveglia dall'inverno, e che sederti a leggere all'ombra di un
albero rilassa e libera i pensieri.
E impari che l'amore e' fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo
stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e
che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina,
leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il
tempo e le distanze ed essere con chi ami.
E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato,
sono piccolo attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.
E impari che tenere in braccio un bimbo e' una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che
ami...
E impari che c'e' felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i
tuoi pensieri, che c'e' qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.
E impari che nonostante le tue difese,
nonostante il tuo volere o il tuo destino,
in ogni gabbiano che vola c'e' nel cuore un piccolo-grande
Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.
( Anonimo )

ISTANTI
Se
io potessi vivere un'altra volta la mia vita
nella
prossima cercherei di fare più errori
non
cercherei di essere tanto perfetto,
mi
negherei di più,
sarei
meno serio di quanto sono stato,
difatti
prenderei pochissime cose sul serio.
Sarei
meno igienico,
correrei
più rischi,
farei
più viaggi,
guarderei
più tramonti,
salirei
più montagne,
nuoterei
più fiumi,
andrei
in posti dove mai sono andato,
mangerei
più gelati e meno fave,
avrei
più problemi reali e meno immaginari.
Io
sono stato una di quelle persone che ha vissuto sensatamente
e
precisamente ogni minuto della sua vita;
certo
che ho avuto momenti di gioia
ma
se potessi tornare indietro cercherei di avere soltanto buoni momenti.
Nel
caso non lo sappiate, di quello è fatta la vita,
solo
di momenti, non ti perdere l'oggi.
Io
ero uno di quelli che mai andava in nessun posto senza un termometro,
una
borsa d'acqua calda, un ombrello e un paracadute;
se
potessi vivere di nuovo comincerei ad andare scalzo all'inizio della primavera
e
continuerei così fino alla fine dell'autunno.
Farei
più giri nella carrozzella,
guarderei
più albe e giocherei di più con i bambini,
se
avessi un'altra volta la vita davanti.
Ma
guardate, ho 85 anni e so che sto morendo.
Jorge
Luis Borges

SE
Se… riesci a non
perdere la testa,
quando tutti intorno a
te la perdono e ti mettono sotto accusa;
Se… riesci ad aver
fiducia in te stesso, quando tutti dubitano di te,
ma a tenere nel giusto
conto il loro dubitare;
Se… riesci ad
aspettare, senza stancarti di aspettare,
o, essendo calunniato, a
non rispondere con calunnie
o, essendo odiato, a non
abbandonarti all’odio
pur non mostrandoti ne
troppo buono ne parlando troppo da saggio;
Se…riesci a sognare
senza fare dei sogni i tuoi padroni;
Se…riesci a pensare,
senza fare dei pensieri
il tuo fine;
Se…riesci, incontrando
il Successo e la Sconfitta
a trattare questi due
impostori allo stesso modo;
Se…riesci a
sopportare di sentire le verità che tu hai dette,
distorte da furfanti che
ne fanno trappole per sciocchi,
o vedere le cose per le
quali tu hai dato la vita, distrutte
e umilmente,
ricostruirle con i tuoi strumenti ormai logori;
Se…riesci a fare un
sol fagotto delle tue vittorie,
e rischiarle in un sol
colpo a testa e croce,
e perdere, e
ricominciare daccapo
senza dire mai una
parola su quello che hai perduto;
Se…riesci a
costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi polsi
a sorreggerti, anche
dopo molto tempo che non te li senti più,
ed a resistere quando
ormai in te non c’è più niente,
tranne la tua volontà
che ripete …resisti;
Se…riesci a parlare
con la canaglia senza perdere la tua onestà,
o a passeggiare con il
re senza perdere il senso comune;
Se…tanto amici che
nemici non possono ferirti;
Se…tutti gli uomini
per te contano, ma nessuno troppo;
Se…riesci a colmare
l’inesorabile minuto,
con un momento fatto di
sessanta secondi;
Tu hai la terra e tutto
ciò che è in essa e quel che più conta………
…………SARAI UN
UOMO…….figlio mio!
Rudyard Kipling

Da "Pancreas trapianto del libro Cuore"
...<<Un giorno il nostro maestro ci
parlò di Kipling, del "Libro della giungla" e della famosa poesia
"SE". E quel giorno Perquoco Nicola, colto da ispirazione, scrisse
anche lui una poesia. Era così bella che l'ho conservata per tutti questi
anni>>
MA
Sono riuscito a non perdere
la testa quando
tutti intorno a me la stavano
perdendo e ne
davano a me la colpa.
Ho aspettato e non mi sono
stancato di aspettare.
Ho sentito menzogne e non ho mentito.
Mi hanno odiato e io non ho ricambiato e non mi è
parso di sembrare sciocco.
Ho sognato ma non ho fatto del pensiero il mio fine.
Ho incontrato Trionfo e Disfatta e li ho trattati
entrambi allo stesso modo.
Ho resistito a sentire le mie verità distorte
per farne trappole per idioti e ho ricominciato daccapo.
Mi sono giocato a testa e croce tutto quello che avevo.
Ho perduto e non ho detto una parola.
Ho forzato cuore e tendini e nervi perché mi servissero
anche molto dopo che erano esausti;
e così sono riuscito ad andare avanti anche quando
non c'era più nulla in me se non la Volontà che
diceva loro:<<Andate avanti>>.
Ho parlato con dei malnati ma ho conservato
sempre la mia dignità.
Ho camminato con dei Re e non
ho perso la mia umiltà.
Né amici né nemici mi hanno
ferito.
Tutti contano per me. Sento
anche l'inesorabile minuto che vale ben sessanta secondi.
Ma la terra non è mia e
neanche tutto ciò che essa contiene
e quel che più conta è che
fino ad ora
<<l'aggio sempre
pigliato in culo>>, papà mio.
Nicola Perquoco

SE
Se... lei ti
dice: "Lasciati andare", ma tu sei appeso al cornicione
Se... una
mattina arrivi in anticipo al lavoro e pensi: "Che culo, non ho trovato
traffico", ma poi ti accorgi che è domenica
Se... la prima
volta che hai fatto l'amore è stata un'esperienza unica, ma purtroppo è
rimasta un'esperienza unica
Se... hai un
sogno nel cassetto, ma ti hanno fottuto la scrivania
Se... quando il
gioco si fa duro, lei è già andata via
Se... tu
rincorri il mito del fallo, ma lei rincorre il fallo del mito
Se... giochi a
nascondino, ma nessuno ti viene a cercare
Se... il paese
va a puttane e sono tutti a casa tua
Se succede tutto
questo e tu riesci a mantenere la calma mentre tutti attorno a te hanno
perso la testa… forse non hai capito bene che cazzo sta succedendo.

L'uccelletto
Era d’agosto e un povero uccelletto
ferito dalla fionda di un maschietto
andò per riposare l’ala offesa,
sulla finestra aperta di una chiesa.
Dalle tendine del confessionale
il parroco intravide l’animale
ma, pressato dal ministero urgente,
rimase intento a confessar la gente.
Mentre in ginocchio alcuni altri a sedere
dicevano i fedeli le preghiere,
una donna, notato l’uccelletto,
lo prese al caldo e se lo mise al petto.
D'un tratto un cinguettio ruppe il silenzio
e il prete a quel rumore
il ruolo abbandonò di confessore.
Scuro in viso peggio della pece,
s'arrampicò sul pulpito e poi fece:
“Fratelli! Chi ha l’uccello per favore
esca fuori dal tempio del Signore!”
I maschi, un po’ stupiti a tal parole,
lenti s'accinsero ad alzar le suole,
ma il prete a quello errore madornale
“Fermi” gridò “mi sono espresso male!
Rientrate tutti e statemi a sentire,
solo chi ha preso l’uccello deve uscire!”
A testa bassa, la corona in mano,
cento donne s'alzarono pian piano.
Ma mentre se ne andavano ecco allora che il parroco strillò:
“Sbagliate ancora, rientrate tutte quante figlie amate
che in non volevo dir quel che pensate!
Ecco, quello che ho detto torno a dire,
solo chi ha preso l'uccello deve uscire,
ma, mi rivolgo, non ci sia sorpresa,
soltanto a chi l'uccello l’ha preso in chiesa!”
Finì la frase e nello stesso istante
le monache s'alzarono tutte quante
e con il volto pieno di rossore
lasciavano la casa del Signore.
“O Santa Vergine!” esclamò il buon prete
“Fatemi la grazia se potete.
Poi senza fare rumore, dico piano piano,
s'alzi soltanto chi ha l’uccello in mano!”
Una ragazza che col fidanzato s'era messa in un angolo
appartato
sommessa mormorò con viso smorto
“Che ti dicevo, hai visto? Se n’è accorto!”
Trilussa
Link:
Andrea Bocelli - L'Uccelletto

AMORE NON E' AMORE
Non sia mai ch'io ponga
impedimenti
all'unione di anime fedeli; Amore non è
amore
se muta quando scopre un mutamento
o tende a svanire quando l'altro
s'allontana.
Oh no! Amore è un faro sempre fisso
che sovrasta la tempesta e non vacilla
mai;
è la stella-guida di ogni sperduta
barca,
il cui valore è sconosciuto, benché
nota la distanza.
Amore non è soggetto al Tempo, pur se
rosee labbra e gote
dovran cadere sotto la sua curva lama;
Amore non muta in poche ore o settimane,
ma impavido resiste al giorno estremo del
giudizio:
se questo è errore e mi sarà provato,
io non ho mai scritto, e nessuno ha mai
amato.
William Shakespeare

Ecco
alcune delle cose che ho imparato nella vita:
Paulo Coelho

AMICIZIA
"Signore, il mio amico
non è tornato dal campo di battaglia. Chiedo il permesso di andare a
prenderlo".
"Non concesso",
replicò l'ufficiale. "Probabilmente è morto".
Il soldato andò lo stesso e
rientrò un'ora dopo ferito mortalmente, trasportando il cadavere dell'amico.
"Ora vi ho persi
ambedue", gridò l'ufficiale con rabbia. "Dimmi, valeva la pena di
rischiare per un cadavere?".
Il soldato rispose: "Oh,
sì, signore. Quando l'ho raggiunto era ancora vivo e mi ha detto: 'Jack, ero
sicuro che saresti venuto'".
A. De Mello

MESSAGGIO DI TENEREZZA
Questa notte ho fatto
un sogno,
ho sognato che
camminavo sulla sabbia
accompagnato dal
Signore,
e sullo schermo della
notte erano proiettati
tutti i giorni della
mia vita.
Ho guardato indietro
ed ho visto che
ad ogni giorno della
mia vita, proiettati nel film,
apparivano orme sulla
sabbia:
una mia e una del
Signore.
Così sono andato
avanti, finché
tutti i miei giorni si
esaurirono.
Allora mi fermai
guardando indietro,
notando che in certi
posti
c'era solo un'orma...
questi posti
coincidevano con i giorni più difficili della mia vita;
i giorni di maggiore
angustia, di maggiore paura e di maggiore dolore...
Ho domandato allora:
"Signore, Tu che
avevi detto che saresti stato con me
in tutti i giorni
della mia vita,
ed io ho accettato di
vivere con te,
ma perché mi hai
lasciato solo proprio in quei momenti
peggiori della mia
vita?"
Ed il Signore rispose:
"Figlio mio, Io
ti amo e ti dissi che sarei stato
con te durante la
camminata
e che non ti avrei
lasciato solo
neppure per un attimo,
e non ti ho
lasciato...
i giorni in cui hai
visto solo un'orma sulla sabbia,
sono stati i giorni in
cui ti ho portato in braccio".
Anonimo
brasiliano

IL
MATRIMONIO
Voi siete nati insieme
e insieme starete per sempre...
ma vi sia spazio nella
vostra unione, e tra voi danzino i venti dei cieli...
Amatevi l'un l'altro,
ma non fatene una prigione d'amore.
Piuttosto vi sia un
moto di mare tra le sponde delle vostre anime.
Riempitevi l'un
l'altro le coppe, ma non bevete da un'unica coppa.
Datevi sostentamento
reciproco, ma non mangiate dello stesso pane.
Cantate e danzate
insieme e siate allegri, ma ognuno di voi sia solo.
Come sono le corde del
liuto, benché vibrino di musica uguale.
Donatevi il cuore, ma
l'uno non sia rifugio dell'altro,
poiché solo la mano
della vita può contenere i vostri cuori.
E siate uniti, ma non
troppo vicini: le colonne del tempio si ergono distanti,
e la quercia e il
cipresso non crescono l'una all'ombra dell'altro.
Kahlil Gibran

Sull'amicizia
E un
adolescente disse: Parlaci dell'Amicizia.
E lui rispose dicendo:
Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
E' il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza.
E' la vostra mensa e il vostro focolare.
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.
Quando
l'amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione,
né abbiate paura di contraddirlo.
E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore:
Nell'amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio
e viene condiviso con inesprimibile gioia.
Quando vi separate dall'amico non rattristatevi:
La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo
scalatore la montagna è più chiara della pianura.
E non vi sia nell'amicizia altro scopo che l'approfondimento dello
spirito.
Poiché l'amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio
mistero non è amore, ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò
che è vano.
E il meglio
di voi sia per l'amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne
conosca anche la piena.
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte ?
Cercatelo sempre nelle ore di vita.
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia.
Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e
si ristora.
Kahlil Gibran

I RAGAZZI CHE SI AMANO
I ragazzi che si amano
si baciano in piedi
contro le porte della
notte
e i passanti che
passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si
amano
non ci sono per
nessuno
ed è soltanto la loro
ombra che trema nel buio
suscitando la rabbia
dei passanti
la loro rabbia il loro
disprezzo i loro risolini
la loro invidia
I ragazzi che si amano
non ci sono per nessuno
Loro sono altrove ben
più lontano della notte
ben più in alto del
sole
nell'abbagliante
splendore del loro primo amore.
Jacques Prevert

IL PUPAZZO
Se per un istante Dio
si dimenticherà che sono una marionetta di stoffa
e mi regalerà un
pezzo di vita,
probabilmente non
direi tutto quello che penso,
ma in definitiva
penserei tutto quello che dico.
Darei valore alle
cose,
non per quello che
valgono, ma per quello che significano.
Dormirei poco,
sognerei di più,
andrei quando gli
altri si fermano,
starei sveglio quando
gli altri dormono,
ascolterei quando gli
altri parlano
e come gusterei un
buon gelato al cioccolato!!!
Se Dio mi regalasse un
pezzo di vita,
vestirei
semplicemente,
mi sdraierei al sole
lasciando scoperto non solamente il mio corpo
ma anche la mia anima.
Dio mio, se io avessi
un cuore,
scriverei il mio odio
sul ghiaccio e aspetterei che si sciogliesse al sole.
Dipingerei con un
sogno di Van Gogh sopra le stelle un poema di Benedetti
e una canzone di
Serrat sarebbe la serenata che offrirei alla luna.
Irrigherei con le mie
lacrime le rose, per sentire il dolore delle loro spine
e il carnoso bacio dei
loro petali.
Dio mio, se io avessi
un pezzo di vita
non lascerei passare
un solo giorno
senza dire alla gente
che amo,
che la amo.
Convincerei tutti gli
uomini e le donne che sono i miei favoriti
e vivrei innamorato
dell'amore.
Agli uomini proverei
quanto sbagliano al pensare che smettono di innamorarsi quando invecchiano,
senza sapere che
invecchiano quando smettono di innamorarsi.
A un bambino gli darei
le ali,
ma lascerei che
imparasse a volare da solo.
Agli anziani
insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia ma
con la dimenticanza.
Tante cose o imparato
da voi, Uomini!
Ho imparato che tutto
il mondo ama vivere sulla cima della montagna,
senza sapere che la
vera felicità sta nel risalire la scarpata.
Ho imparato che quando
un neonato stringe
con il suo piccolo
pugno, per la prima volta, il dito di suo padre,
lo tiene stretto per
sempre.
Ho imparato che un
uomo ha il diritto di guardare un altro
dall'alto in basso
solamente quando deve
aiutarlo ad alzarsi.
Sono tante le cose che
ho potuto imparare da voi,
ma realmente non mi
serviranno a molto,
perché quando mi
metteranno dentro quella valigia,
infelicemente starò
morendo.
Gabriel Garcia
Marquez

IL TUO SORRISO
Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l'aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.
Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d'argento che ti nasce.
Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.
Amor mio, nell'ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d'improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.
Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.
Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei
(Pablo Neruda)

IO TI CHIESI
Io ti chiesi perché i tuoi occhi
si soffermano nei miei
come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.
Mi hai guardato a lungo
come si saggia un bimbo con lo sguardo,
mi hai detto poi, con gentilezza:
ti voglio bene, perché sei tanto triste
Hermann Hesse
