Non solo numeri...
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I MILLE VOLTI DELLA CASTAGNA DI DAVOLI
Dopo i saluti introduttivi del Sindaco, Cosimo Femia, la presidentessa della Pro Loco, Mara Corasaniti, ha dato il via ai lavori. I numerosi esperti presenti al convegno hanno affrontato vari aspetti riguardanti il settore castanicolo: dalle problematiche sanitarie alle nuove tecniche agronomiche, fino alle modalità di commercializzazione del prodotto. La prima ad intervenire è stata Marisa Gigliotti,
fiduciaria dello Slow Food di Soverato, che ha relazionato su "Biodiversità
e sostenibilità dell'ambiente". "Il castagneto -ha spiegato Francesco Santopolo, esperto di agricoltura biologica, è intervenuto su due argomenti differenti. Nella sua prima relazione, sul tema "Avversità sanitaria del Castagno", ha enunciato tutte le malattie, causate da funghi e insetti, che possono colpire il castagno, descrivendone sintomi e possibili cure. "L'agricoltura biologica -ha sottolineato Santopolo- non è basata sull'attacco, ma si limita al controllo e alla profilassi attraverso una serie di accorgimenti. Noi crediamo che i funghi e gli insetti più dannosi debbano convivere senza danneggiare la pianta, questo è il senso della biodiversità". Nella seconda relazione, invece, l'esperto ha ripercorso a grandi linee la storia e il mito del castagno dal Mesozoico ai giorni nostri, soffermandosi in particolare sull'esperienza calabrese. A seguire, ha preso la parola Rosa Critelli, divulgatrice ARSSA nel Ceda di Squillace, che ha sottolineato l'importanza di un lavoro associato tra Comunità Montane e divulgatori per meglio salvaguardare il territorio montano, così come è stato fatto nella presila catanzarese. Infine, Caterina Patrizia Morano si è soffermata sulle
particolarità della castanicoltura calabrese e sull'importanza di una buona
strategia di marketing anche in questo settore. "Il marketing -ha spiegato Anche Gaetano Stagno, presidente della Comunità Montana del Versante Jonico, è intervenuto nel corso dell'incontro e ha sottolineato l'impegno dell'Ente da lui guidato nel ripristinare la carente rete di collegamenti tra le montagne del territorio. Dopo il convegno, una Piazza Gori stracolma ha ospitato Insomma, una festa ben organizzata che ha riscosso tanto successo riuscendo a catalizzare nel centro storico di Davoli tanti abitanti del soveratese. Soddisfatta del buon esito dell'iniziativa si è dichiarata la presidentessa della Pro Loco davolese, Mara Corasaniti, che abbiamo incontrato a fine convegno. "Abbiamo deciso di riprendere questa manifestazione -ha affermato Mara Corasaniti- che era stata ideata dall'associazione culturale "Città del Sole", ma che non veniva più organizzata da circa tre anni. Quest'anno, però, abbiamo deciso di affiancare alla tradizionale Sagra della castagna anche un momento tecnico-scientifico. I proprietari terrieri per anni avevano abbandonato il castagneto, ma ora hanno dimostrato un rinnovato interesse verso la coltivazione del castagno. Noi, come Pro Loco, abbiamo voluto metterci in prima linea per il recupero della castanicoltura, offrendo ai contadini una possibilità di confronto sulle problematiche del comparto. Sono soddisfatta anche perché, da quanto emerso nel convegno, le castagne di Davoli sono tra le più grosse e saporite del territorio e somigliano molto ai marroni. In virtù di queste qualità -ha concluso la presidentessa della Pro loco- alcuni esperti hanno proposto un riconoscimento particolare che sancisca la tipicità delle castagne davolesi e questo permetterà alle nostre castagne di acquisire maggiore valore sul mercato".
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