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Riforma dei licei
- Riordino istruzione
tecnica e professionale
- Regolamento sulla valutazione
degli studenti
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Scuola, CdM approva riforma dei licei, si
parte dal 2010
Da 400 indirizzi sperimentali a 6 licei
più autonomia per le scuole e razionalizzazione
dei piani di studio |
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Roma, 12 giugno 2009 |
Approvata oggi in
prima lettura dal Consiglio dei Ministri la
riforma dei licei. Si tratta di una riforma
epocale che partirà dal 2010 e che segna un
passo fondamentale verso la modernizzazione del
sistema scolastico italiano. L’impianto
complessivo dei licei, infatti, risale alla
legge Gentile del 1923.
Con questa riforma si vuole:
 | fornire maggiore sistematicità e rigore
e coniugare tradizione e innovazione;
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 | razionalizzare i piani di studio,
privilegiando la qualità e l’approfondimento
delle materie di studio;
|
 | caratterizzare accuratamente ciascun
percorso liceale;
|
 | riconoscere ampio spazio all’autonomia
delle istituzioni scolastiche;
|
 | consentire una più ampia
personalizzazione, grazie a quadri orari
ridotti che danno allo studente la
possibilità di approfondire e recuperare le
mancanze.
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Il Regolamento recante “revisione dell’assetto
ordinamentale, organizzativo e didattico dei
licei” approvato oggi completa la riforma della
scuola secondaria superiore avviata dal ministro
Mariastella Gelmini con la riforma degli
istituti tecnici e professionali e partirà dal
2010.
Il nuovo modello dei licei partirà gradualmente,
coinvolgendo a partire dall’anno scolastico
2010-2011 le prime e le seconde. La riforma
entrerà a regime nel 2013.
Le novità della riforma:
Per cancellare la frammentazione e
consentire alle famiglie e agli studenti di
compiere scelte chiare i 396 indirizzi
sperimentali, i 51 progetti assistiti dal Miur e
le tantissime sperimentazioni attivate saranno
ricondotte in 6 licei.
Rispetto al vecchio impianto che prevedeva solo
il liceo classico, il liceo artistico e lo
scientifico, oltre all’istituto magistrale
quadriennale e a percorsi sperimentali
linguistici, con la riforma avremo:
 | Liceo artistico,
articolato in tre indirizzi:
 | arti figurative - a
conclusione del percorso di studio gli
studenti dovranno essere in grado di
cogliere i valori estetici nelle opere
artistiche ed individuare le
problematiche estetiche, storiche,
economiche, sociali e giuridiche
connesse alla tutela e alla
valorizzazione dei beni artistici e
culturali;
|
 | architettura, design, ambiente
- a conclusione del percorso di studio
gli studenti dovranno essere in grado di
conoscere e utilizzare i codici della
comunicazione visiva e audiovisiva nella
ricerca e nella produzione artistica, in
relazione al contesto storico-sociale;
|
 | audiovisivo, multimedia,
scenografia - a conclusione del
percorso di studio gli studenti dovranno
essere in grado di impiegare tecnologie
tradizionali e innovative nella ricerca,
nella progettazione e nello sviluppo
delle proprie potenzialità artistiche.
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 | Liceo classico.
Con la riforma sarà finalmente introdotto
l’insegnamento di una lingua straniera per
l’intero quinquennio.
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 | Liceo scientifico.
Oltre al normale indirizzo scientifico le
scuole potranno attivare l’opzione
scientifico tecnologica che
consentirà l’approfondimento della
conoscenza di concetti, principi e teorie
scientifiche e di processi tecnologici,
anche attraverso esemplificazioni operative.
|
 | Liceo linguistico.
Il liceo linguistico prevederà
l’insegnamento di 3 lingue straniere.
Dalla terza liceo un insegnamento non
linguistico sarà impartito in lingua
straniera e dalla quarta liceo un secondo
insegnamento sarà impartito in lingua
straniera.
|
 | Liceo musicale e coreutico.
E’ una delle novità della riforma. Il liceo
musicale sarà articolato nelle due sezioni
musicale e coreutica. Inizialmente saranno
istituite 40 sezioni musicali e 10
coreutiche e potranno essere attivati in
collaborazione con i conservatori e le
accademie di danza per le materie di loro
competenza.
Gli studenti, a conclusione del percorso di
studio, devono essere in grado di:
 | cogliere i valori estetici delle
opere musicali;
|
 | conoscere repertori significativi
del patrimonio musicale e coreutico
nazionale e internazionale,
analizzandoli mediante l’ascolto, la
visione e la decodifica dei testi;
|
 | individuare le ragioni e i contesti
storici relativi ad opere, autori,
personaggi, artisti, movimenti, correnti
musicali e allestimenti coreutici;
|
 | conoscere ed analizzare gli elementi
strutturali del linguaggio musicale e
coreutico sotto gli aspetti della
composizione, dell’interpretazione,
dell’esecuzione e dell’improvvisazione;
|
 | conoscere le relazioni tra musica,
motricità, emotività e scienze
cognitive.
|
|
 | Liceo delle scienze umane.
Altra novità della riforma è il liceo delle
scienze umane. Sostituisce il liceo
sociopsicopedagogico portando a regime le
sperimentazioni avviate negli anni scorsi.
Il piano di studi di questo indirizzo si
basa sull’approfondimento dei principali
campi di indagine delle scienze umane, della
ricerca pedagogica, psicologica e
socio-antropologico-storica.
 | Le scuole potranno attivare
l’opzione sezione
economico-sociale in cui
saranno approfonditi i nessi e le
interazioni fra le scienze giuridiche,
economiche, sociali e storiche.
|
|
Altre novità introdotte:
 | valorizzazione della lingua
latina. Il latino è presente come
insegnamento obbligatorio nel liceo
classico, scientifico, linguistico e delle
scienze umane; come opzione negli altri
licei;
|
 | incremento orario della
matematica, della fisica e
delle scienze per irrobustire la
componente scientifica nella preparazione
liceale degli studenti (gli insegnamenti di
fisica e scienze possono essere attivati
dalle istituzioni scolastiche anche nel
biennio del liceo classico);
|
 | potenziamento delle lingue
straniere con la presenza
obbligatoria dell’insegnamento di una lingua
straniera nei cinque anni ed eventualmente
di una seconda lingua straniera usando la
quota di autonomia.
|
 | presenza nel liceo scientifico di una
opzione in cui confluisce
l’esperienza del liceo tecnologico,
che ha rappresentato negli anni trascorsi un
significativo filone di innovazione;
|
 | presenza delle discipline
giuridiche ed economiche sia nel
liceo scientifico (opzione tecnologica), sia
nel liceo delle scienze sociali (opzione
economico-sociale), sia negli altri licei
attraverso la quota di autonomia.
|
 | insegnamento, nel quinto anno,
di una disciplina non linguistica in lingua
straniera, che ci allinea alle
migliori esperienze del resto d’Europa.
|
 | Sarà valorizzata la qualità
degli apprendimenti piuttosto che la
quantità delle materie. I quadri
orari saranno adeguati a quelli dei Paesi
che hanno raggiunto i migliori risultati
nelle classifiche Ocse Pisa come la
Finlandia (856 ore all’anno). Il quadro
orario sarà annuale e non più settimanale,
in modo da assegnare alle istituzioni
scolastiche una ulteriore possibilità di
flessibilità.
Tutti i licei prevederanno 27 ore
settimanali nel primo biennio e 30 nel
secondo biennio e nel 5° anno, ad eccezione
del classico (31 ore negli ultimi tre anni),
per preservare le caratteristiche
rafforzando la lingua straniera,
dell’artistico (massimo 35), musicale e
coreutico (32), perché questi ultimi
prevedono materie pratiche ed esercitazioni.
|
 | Entrano a regime le
sperimentazioni che hanno coinvolto
gli istituti d’arte, i percorsi musicali, i
vecchi istituti magistrali e le
sperimentazioni scientifico tecnologiche e
linguistiche, queste ultime nate
dall’esperienza delle scuole non statali,
private o degli enti locali.
|
Nuova organizzazione
La nuova organizzazione dei licei prevede:
 | Maggiore autonomia scolastica:
 | Possibilità per le istituzioni
scolastiche di usufruire di una quota di
flessibilità degli orari del 20% nel
primo biennio e nell’ultimo anno e del
30% nel secondo biennio. Attraverso
questa quota, ogni scuola può decidere
di diversificare le proprie sezioni, di
ridurre (sino a un terzo nell’arco dei 5
anni) o aumentare gli orari delle
discipline, anche attivando ulteriori
insegnamenti previsti in un apposito
elenco.
|
 | Possibilità di attivare ulteriori
insegnamenti opzionali anche assumendo
esperti qualificati attraverso il
proprio bilancio. |
|
 | Un rapporto più forte
scuola-mondo del lavoro-università
Possibilità, a partire dal secondo biennio,
di svolgere parte del percorso attraverso
l’alternanza scuola-lavoro e stage o in
collegamento con il mondo dell’alta
formazione (università, istituti tecnici
superiori, conservatori, accademie).
|
 | Nuove articolazioni del collegio
dei docenti:
 | costituzione in ogni scuola di
dipartimenti disciplinari,
che riuniscono i docenti di uno stesso
ambito disciplinare, per sostenere la
didattica, la ricerca, la progettazione
dei percorsi.
|
 | costituzione di un comitato
scientifico composto
paritariamente da docenti ed esperti del
mondo della cultura e del lavoro.
|
|
Dipartimenti disciplinari e comitato scientifico
non ledono comunque la sovranità del collegio
docenti.
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Riordino istruzione tecnica e
professionale |
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Roma, 28 maggio 2009 |
Finalmente con il riordino
dell'istruzione tecnica e professionale, inizia oggi il processo di
riforma della scuola secondaria.
Questa mattina, infatti, dopo 78 anni dall'ultimo riordino datato
1931, il Consiglio dei Ministri ha approvato 2 Regolamenti che
riformano gli istituti tecnici e gli istituti professionali.
Le norme introdotte con i nuovi Regolamenti riorganizzano e
potenziano questi istituti a partire dall'anno scolastico 2010-2011
come scuole dell'innovazione.
"Il rilancio della cultura tecnica e professionale - ha affermato il
ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini - è la migliore
risposta della scuola alla crisi, perché favorisce la formazione del
capitale umano necessario per il rilancio del made in Italy e perché
consente una pluralità di scelte formative integrate con la
formazione professionale regionale, in contrasto con i rischi di
dispersione scolastica.
I nuovi regolamenti vanno in continuità con il già annunciato scopo
di rilanciare e potenziare la formazione tecnica e professionale -
ha ribadito il ministro - che ha già dato importanti risultati come
un aumento del numero degli iscritti già per il prossimo anno,
soprattutto nelle regioni con maggiore presenza industriale.
Recenti indagini dimostrano che esiste una domanda di tecnici che è
esattamente il doppio dell'offerta (300.000 tecnici richiesti dalle
imprese contro i 140.000 attualmente offerti). Iscriversi ai nuovi
istituti tecnici e professionali consentirà ai giovani maggiori
opportunità occupazionali e una riduzione dei tempi di transizione
tra scuola, formazione e lavoro".
Ecco i punti principali dei due regolamenti:
Riordino degli istituti tecnici
Attualmente in Italia gli istituti tecnici sono 1.800
suddivisi in 10 settori e 39 indirizzi. Le classi dei
tecnici sono 40.307 frequentate da 873.522 alunni.
Con il nuovo Regolamento, invece, si è puntato a limitare la
frammentazione degli indirizzi, rafforzando il riferimento
ad ampie aree scientifiche e tecniche di rilevanza
nazionale.
Nuovi istituti tecnici: 2 settori e 11 indirizzi
I nuovi istituti tecnici si divideranno in 2 settori:
economico e tecnologico ed avranno un orario settimanale
corrispondente a 32 ore di lezione. Saranno ore effettive contro le
attuali 36 virtuali (della durata media di 50 minuti).
Nel settore economico sono stati inseriti 2
indirizzi:
- amministrativo, finanza e marketing;
- turismo.
Nel settore tecnologico sono stati definiti
9 indirizzi:
- meccanica, meccatronica ed energia;
- trasporti e logistica;
- elettronica ed elettrotecnica;
- informatica e telecomunicazioni;
- grafica e comunicazione;
- chimica, materiali e biotecnologie;
- sistema moda;
- agraria e agroindustria;
- costruzioni, ambiente e territorio.
Tutti gli attuali corsi di ordinamento e le relative sperimentazioni
degli istituti tecnici confluiranno gradualmente nel nuovo
ordinamento.
Più ore di laboratorio
Il Regolamento prevede, inoltre, lo sviluppo di metodologie
innovative basate sulla didattica laboratoriale, ovvero su una
metodologia che considera il laboratorio un modo efficace di fare
scuola in tutti gli ambiti disciplinari, compresi gli insegnamenti
di cultura generale (per esempio. Italiano e storia).
Gli indirizzi del settore tecnologico hanno inoltre i seguenti spazi
di insegnamento in laboratorio:
 | 264 ore nel biennio;
|
 | 891 ore nel triennio di cui 561 ore in terza e quarta e 330
ore in quinta.
|
Più autonomia e flessibilità dell'offerta formativa
I nuovi istituti tecnici sono caratterizzati da un'area di
istruzione generale comune a tutti e due i percorsi e in
distinte aree di indirizzo che possono essere
articolate, sulla base di un elenco nazionale
continuamente aggiornato nel confronto con le Regioni e le Parti
sociali, in un numero definito di opzioni legate al mondo del
lavoro, delle professioni e del territorio. Per questo, gli istituti
tecnici avranno a disposizione ampi spazi di flessibilità
(30% nel secondo biennio e 35% nel quinto anno) all'interno
dell'orario annuale delle lezioni dell'area di indirizzo. Questi
spazi di flessibilità si aggiungono alla quota del 20% di autonomia
rispetto al monte ore complessivo delle lezioni di cui già godono le
scuole. In questo modo possono essere recuperati e valorizzati
settori produttivi strategici per l'economia del Paese (come, ad
esempio, la plasturgia, la metallurgia, il cartario, le costruzioni
aereonautiche ecc.)
Ore dedicate alle 2 aree:
| |
AREA ISTRUZIONE GENERALE |
AREA INDIRIZZO |
| Primo biennio |
660 ore |
396 ore |
| Secondo biennio e quinto anno |
495 ore |
561 ore |
Struttura del percorso didattico
Il percorso didattico degli istituti tecnici è strutturato in:
 | un primo biennio, dedicato all'acquisizione dei
saperi e delle competenze previsti per l'assolvimento
dell'obbligo di istruzione e di apprendimenti che introducono
progressivamente agli indirizzi in funzione orientativa;
|
 | un secondo biennio e un quinto anno, che
costituiscono un complessivo triennio in cui gli indirizzi
possono articolarsi nelle opzioni richieste dal territorio e dal
mondo del lavoro e delle professioni;
|
 | il quinto anno si conclude con l'esame di Stato. Le
commissioni giudicatrici possono avvalersi anche di esperti.
|
Più inglese
Inoltre sono state incrementate le ore dello studio della lingua
inglese ed è stata prevista la possibilità di introdurre lo studio
di altre lingue straniere.
Insegnamento di scienze integrate
E' previsto l'insegnamento di scienze integrate, al quale
concorrono, nella loro autonomia, le discipline di "Scienze della
terra e biologia", di "Fisica" e di "Chimica", con l'obiettivo di
potenziare la cultura scientifica secondo una visione sistemica.
Nuovi modelli organizzativi
Il Regolamento prevede l'introduzione di nuovi modelli organizzativi
per sostenere il ruolo delle scuole come centri di innovazione,
attraverso la costituzione di
 | Dipartimenti, quali articolazioni funzionali del collegio
dei docenti per un aggiornamento costante dei percorsi di
studio, soprattutto nelle aree di indirizzo;
|
 | l'istituzione di un Comitato tecnico-scientifico, con
composizione pariretica di docenti ed esperti, finalizzato a
rafforzare il raccordo sinergico tra gli obiettivi educativi
della scuola, le innovazioni della ricerca scientifica e
tecnologica, le esigenze del territorio e i fabbisogni
professionali espressi dal mondo produttivo;
|
 | la realizzazione di un Ufficio tecnico per migliorare
l'organizzazione e la funzionalità dei laboratori e la loro
sicurezza per le persone e per l'ambiente.
|
 | monitoraggio e valutazione delle innovazioni anche in
relazione alle indicazioni dell'Unione europea. |
Rafforzato rapporto con il mondo del lavoro e delle
professioni
Le norme introdotte hanno come obiettivo la creazione di un raccordo
più stretto con il mondo del lavoro e delle professioni, compreso il
volontariato e il privato sociale, attraverso la più ampia
diffusione di stage, tirocini, alternanza scuola-lavoro.
I risultati di apprendimento previsti a conclusione
degli istituti tecnici saranno definiti entro il 2009 con uno
specifico decreto ministeriale, attraverso il più ampio confronto e
il pieno coinvolgimento dei docenti, dei dirigenti e del personale
degli istituti tecnici.
Per preparare l'applicazione del Regolamento sono previste misure di
accompagnamento con attività di Informazione/formazione
del personale scolastico sui contenuti della riforma e con una
Campagna di informazione in relazione alle scelte
per gli studenti e le famiglie per l'anno scolastico 2010/2011.
Riordino istituti professionali
In Italia, attualmente studiano in 1.425 istituti
professionali 545.229 alunni, suddivisi in 25.762
classi. Esistono 5 settori di istruzione
professionale, con 27 indirizzi.
Con il riordino dell'istruzione professionale sarà riaffermata
l'identità di questo tipo di scuola nell'ambito dell'istruzione
superiore e i giovani acquisiranno le conoscenze e le competenze
necessarie per ricoprire ruoli tecnici operativi nei settori
produttivi di riferimento.
Gli studenti e le loro famiglie avranno immediatamente risposte
chiare sulle possibilità di inserimento nel mondo del lavoro e sul
passaggio all'istruzione universitaria.
Verrà superata la sovrapposizione con l'istruzione tecnica, si
pongono le basi per un raccordo organico con il sistema d'istruzione
e formazione professionale, di competenza delle Regioni. I servizi
d'istruzione saranno più efficaci e le risorse utilizzate più
efficientemente.
I nuovi istituti professionali
Gli istituti professionali si articolano in 2 macrosettori:
istituti professionali per il settore dei servizi e istituti
professionali per il settore industria e artigianato. Ai 2
settori corrispondono 6 indirizzi.
Il percorso Settore dei servizi si articola negli indirizzi:
- Servizi per l'agricoltura e lo sviluppo rurale;
- Servizi per la manutenzione e l'assistenza tecnica;
- Servizi socio-sanitari;
- Servizi per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera;
- Servizi commerciali.
Il percorso Settore industria e artigianato:
- produzioni artigianali e industriali
Tutti gli attuali corsi di ordinamento e le relative sperimentazioni
degli istituti professionali confluiranno gradualmente nel nuovo
ordinamento.
Ore di insegnamento
Gli istituti professionali avranno un orario settimanale
corrispondente di 32 ore di lezione. Saranno ore effettive contro le
attuali 36 virtuali (della durata media di 50 minuti).
Più flessibilità dell'offerta formativa
Gli istituti professionali avranno maggiore flessibilità rispetto
agli istituti tecnici. In particolare gli spazi di flessibilità
nell'area di indirizzo riservati agli istituti professionali,
aggiuntivi alla quota del 20% di autonomia già prevista, ammontano
al 25% in prima e seconda, al 35% in terza e quarta, per arrivare al
40% in quinta.
Nelle quote di flessibilità, è possibile:
 | articolare le aree di indirizzo in opzioni;
|
 | introdurre insegnamenti alternativi inclusi
in un apposito elenco nazionale, definito con
decreto ministeriale, per rispondere a particolari esigenze del
mondo del lavoro e delle professioni, senza incorrere in una
dispendiosa proliferazione e frammentazione di indirizzi. |
La struttura del percorso quinquennale
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AREA ISTRUZIONE GENERALE |
AREA INDIRIZZO |
| Primo biennio |
660 ore |
396 ore |
| Secondo biennio e quinto anno |
495 ore |
561 ore |
La struttura del percorso quinquennale
Il percorso è articolato in:
2 bienni e 1 quinto anno
(il secondo biennio è articolato in singole annualità per facilitare
i passaggi tra diversi sistemi di istruzione e formazione)
Offerta coordinata con la formazione professionale regionale
Gli istituti professionali potranno utilizzare le quote di
flessibilità per organizzare percorsi per il conseguimento di
qualifiche di durata triennale e di diplomi professionali di durata
quadriennale nell'ambito dell'offerta coordinata di istruzione e
formazione professionale programmata dalle Regioni nella loro
autonomia, sulla base di accordi con il Ministero dell'istruzione,
dell'università e della ricerca.
Più laboratorio e tirocini
 | Più ore in laboratorio;
|
 | Stage, tirocini e alternanza scuola-lavoro per apprendere in
contesti operativi soprattutto nel secondo biennio e nel quinto
anno.
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Nuovi modelli organizzativi
Il Regolamento prevede l'introduzione di nuovi modelli organizzativi
per sostenere il ruolo delle scuole come centri di innovazione,
attraverso la costituzione di
 | Dipartimenti, quali articolazioni funzionali del collegio
dei docenti per favorire l'integrazione disciplinare e la
progettazione formativa;
|
 | l'istituzione di un Comitato tecnico-scientifico, con
composizione paritetica di docenti e di esperti del mondo del
lavoro, delle professioni, che ha funzioni consultive e di
proposta per organizzazione aree di indirizzo e utilizzazione
degli spazi di autonomia e flessibilità;
|
 | la realizzazione di un Ufficio tecnico (per gli istituti
settore industria e artigianato) con il compito di organizzare
in maniera funzionale i laboratori, il loro adeguamento alle
innovazioni tecnologiche, le misure necessarie per la sicurezza
delle persone e dell'ambiente. |
I risultati di apprendimento previsti a conclusione
dei percorsi quinquennali degli istituti professionali saranno
definiti entro il 2009 con uno specifico decreto ministeriale,
attraverso il dialogo con i docenti, i dirigenti e il personale
degli istituti professionali, e il confronto con le Regioni e le
parti sociali.
Per preparare l'applicazione del Regolamento sono previste misure di
accompagnamento con attività di Informazione/formazione
del personale scolastico sui contenuti della riforma e con una
Campagna di informazione in relazione alle scelte
per gli studenti e le famiglie per l'anno scolastico 2010/2011.
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Regolamento sulla
valutazione degli studenti |
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Roma, 28 maggio 2009 |
Questa mattina il
Consiglio dei Ministri ha approvato in via
definitiva il Regolamento sulla valutazione
degli studenti nelle scuole di ogni ordine e
grado che entrerà in vigore dal prossimo anno
scolastico.
Queste le principali novità contenute nel
provvedimento:
Scuola Primaria (scuola elementare)
Nella scuola primaria gli alunni saranno
valutati dall'insegnante unico di riferimento.
La valutazione terrà conto del livello di
conoscenza e del rendimento scolastico
complessivo degli alunni nelle singole materie.
La valutazione nelle singole materie
sarà espressa in voti numerici
così come avviene in tutti i Paesi Europei.
Solo per l'insegnamento della religione
cattolica resta la valutazione
attraverso un giudizio sintetico
formulato dal docente.
I docenti di sostegno parteciperanno alla
valutazione di tutti gli alunni.
Nella scuola elementare gli alunni potranno
essere non ammessi alla classe successiva solo
in casi eccezionali e motivati.
»Voto in condotta nella scuola
elementare
Il voto in condotta nella scuola
elementare sarà espresso attraverso un giudizio
del docente o dei docenti contitolari.
Scuola secondaria di I grado (scuola
media)
Nella scuola secondaria di primo grado gli
studenti saranno valutati nelle singole materie
con voti numerici. Questo
metodo di valutazione riguarderà anche
l'insegnamento della musica.
Anche alle medie l'insegnamento della religione
cattolica continuerà ad essere valutato
attraverso un giudizio sintetico del docente.
Per essere ammessi all'anno successivo,
comunque, sarà necessario avere almeno 6 in ogni
materia.
Per la ammissione all'esame di Stato di terza
media gli alunni dovranno conseguire la
sufficienza in tutte le materie, compreso il
voto in condotta.
In sede d'esame finale agli alunni
particolarmente meritevoli che
conseguiranno il punteggio di 10 decimi potrà
essere assegnata la lode dalla
commissione che deciderà all'unanimità.
»Voto in condotta alle scuole medie
Il voto in condotta nella scuola secondaria di
primo grado sarà espresso con un voto numerico
accompagnato da una nota di illustrazione e
riportato anche in lettere in pagella.
Scuola secondaria di II grado (scuola
superiore)
Alle scuole superiori la valutazione intermedia
e finale degli apprendimenti è effettuata dal
consiglio di classe.
Nello scrutinio finale il consiglio di classe
sospenderà il giudizio degli alunni che non
hanno conseguito la sufficienza in una o più
materie, senza decidere immediatamente la non
promozione, ma comunicando i risultati
conseguiti nelle altre materie. A conclusione
dei corsi di recupero per le carenze dimostrate
il consiglio di classe, dopo aver accertato il
recupero delle lacune formative entro la fine
dello stesso anno scolastico, non oltre la data
di inizio delle lezioni dell'anno successivo,
formulerà il giudizio finale e l'ammissione alla
classe successiva.
Secondo quanto indicato dall'ordinanza
ministeriale n.40 dell'8 aprile 2009, per l'anno
scolastico 2008/09, per l'ammissione all'esame
di Stato sarà necessaria la media del 6. Il voto
in condotta concorrerà alla formazione della
media.
A partire dall'anno scolastico 2009/10 saranno
ammessi all'esame di Stato tutti gli studenti
che conseguiranno la sufficienza in tutte le
materie e in condotta.
Accesso diretto all'esame di stato per
gli "ottisti"
Saranno ammessi direttamente agli esami di Stato
gli studenti che in quarta hanno conseguito 8
decimi in ciascuna materia e nel comportamento e
che hanno riportato una votazione non inferiore
al 7 in ciascuna disciplina, 8 per la condotta
nelle classi seconda e terza.
L'educazione fisica concorre come ogni
altra disciplina alla determinazione della media
dei voti.
»Voto in condotta alle scuole secondarie
di primo e secondo grado
Con il Regolamento approvato oggi dal Consiglio
dei Ministri il voto sul comportamento
concorrerà alla determinazione dei crediti
scolastici.
Il 5 in condotta sarà attribuito dal consiglio
di classe per gravi violazioni dei doveri degli
studenti definiti dallo Statuto delle
studentesse e degli studenti, purché prima sia
stata data allo studente una sanzione
disciplinare. Inoltre, l'insufficienza in
condotta dovrà essere motivata con un giudizio e
verbalizzata in sede di scrutinio intermedio e
finale.
Una sanzione disciplinare, quindi, sarà come un
cartellino giallo, dopo il quale se i
comportamenti gravi persisteranno il collegio
dei docenti darà il cartellino rosso e cioè il 5
in condotta.
La valutazione del comportamento è partita già
nel primo quadrimestre dell'anno scolastico in
corso ed ha portato a galla circa 34 mila
insufficienze. Gli studenti avranno tempo nella
seconda parte dell'anno per recuperare.
L'insufficienza nel voto di condotta (voto
inferiore a 6) comporterà la non ammissione
all'anno successivo o agli esami di Stato.
Valutazione degli alunni con disabilità
Per la valutazione degli alunni con disabilità
si dovrà tener conto, oltre che del
comportamento, anche delle discipline e delle
attività svolte sulla base del piano educativo
individualizzato. Inoltre si prevede, per gli
alunni disabili, la predisposizione di prove di
esame differenziate, corrispondenti agli
insegnamenti impartiti e idonei a valutare il
progresso dell'alunno in rapporto alle sue
potenzialità e ai livelli di apprendimento
iniziali.
Valutazione degli alunni con difficoltà
specifica di apprendimento-DSA
Per gli alunni in situazione di difficoltà
specifica di apprendimento debitamente
certificate per la prima volta viene dettata una
disciplina organica, con la quale si prevede
che, in sede di svolgimento delle attività
didattiche, siano attivate adeguate misure
dispensative e compensative e che la relativa
valutazione sia effettuata tenendo conto delle
particolari situazioni ed esigenze personali
degli alunni.
Obbligo scolastico
Resta confermato l'obbligo scolastico fino al
sedicesimo anno di età, sempre nel quadro del
diritto-dovere all'istruzione e alla formazione.
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